Mercoledì 22 Agosto 2018
Mercoledì

22
Agosto 2018

Aforisma:

L'uomo non è la creatura delle circostanze. Le circostanze sono le creature degli uomini. (Benjamin Disraeli)

Beata Vergine Maria Regina


La festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XII nel 1955. Si celebrava, fino alla recente riforma del calendario liturgico, il 31 maggio, a coronamento della singolare devozione mariana nel mese a lei dedicato.
Il 22 agosto era riservato alla commemorazione del Cuore Immacolato di Maria, al cui posto subentra la festa di Maria Regina per avvicinare la regalità della Vergine alla sua glorificazione nell'assunzione al cielo.

Questo posto di singolarità e di preminenza, accanto a Cristo Re, le deriva dai molteplici titoli, illustrati da Pio XII nella lettera enciclica “Ad Coeli Reginam” (11 ottobre 1954), di Madre del Capo e dei membri del Corpo mistico, di augusta sovrana e regina della Chiesa, che la rende partecipe non solo della dignità regale di Gesù, ma anche del suo influsso vitale e santificante sui membri del Corpo mistico.

Il latino "regina", come "rex", deriva da "regere", cioè reggere, governare, dominare.
Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l'Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro.
E tuttavia proprio in quella circostanza ella costituisce l'anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo. Maria è regina perché è madre di Cristo, il re. Ella è regina perché eccelle su tutte le creature, in santità: "In lei s'aduna quantunque in creatura è di bontade", dice Dante nella Divina Commedia.

Tutti i cristiani vedono e venerano in lei la sovrabbondante generosità dell'amore divino, che l'ha colmata di ogni bene.
Ma ella distribuisce regalmente e maternamente quanto ha ricevuto dal Re; protegge con la sua potenza i figli acquisiti in virtù della sua corredenzione e li rallegra con i suoi doni, poichè il Re ha disposto che ogni grazia passi per le sue mani di munifica regina.

Per questo la Chiesa invita i fedeli a invocarla non solo col dolce nome di madre, ma anche con quello reverente di regina, come in cielo la salutano con felicità e amore gli angeli, i patriarchi, i profeti, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini.
Maria è stata coronata col duplice diadema della verginità e della maternità divina: "Lo Spirito Santo verrà su di te, e la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. Per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio".

Quizzando:

A cosa servono i gioielli chiamati grillz?


Soluzione al quiz di ieri:

Come mai la misura della scarpe si esprime con dei numeri: 40 ‑ 41 ‑ 42?


R: Ogni numero equivale a 2/3 di cm. Perciò una scarpa di n. 42 per esempio è lunga cm. 28.

Oggi avvenne:


1864: A Ginevra, 12 nazioni riunite adottano la "Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei soldati feriti durante le operazioni belliche".
E' la nascita della Croce Rossa voluta dallo svizzero Jean-Henri Dunant per assicurare la cura, senza distinzioni di parte, dei feriti di guerra tramite personale medico neutrale.


Ignazio Silone

Silone.it/node/90

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Scrittore e intellettuale, con la sua vita Ignazio Silone (pseudonimo di Secondino Tranquilli, 1900-1978) ha attraversato da protagonista gli eventi fondamentali del ‘900 italiano e europeo. Il suo sguardo dolente ma critico sulla realtà, specie di quella dei poveri, espresso nel suo più famoso romanzo (Fontamara, 1933) fu alla base del suo costante impegno politico e del suo contributo per la crescita della democrazia italiana.

Nato in Abruzzo, da giovanissimo perse entrambi i genitori vittime del terremoto del 1915, Silone non terminò gli studi ma cominciò fin dagli anni ’20 a Roma una intensa attività politica, collaborando con varie riviste e militando prima nel partito socialista poi in quello comunista di cui divenne alto dirigente.
Esule in Svizzera dopo un viaggio a Mosca con Togliatti nel 1927 maturò la decisione di lasciare il partito in polemica con il regime staliniano.
Si dedicò così alla letteratura fino allo scoppio della seconda guerra mondiale: in quegli anni prese le posizioni del socialismo europeista e federalista che mantenne fino alla morte.

Politicamente “eretico”, religiosamente “cristiano senza Chiesa”, Silone è un esempio per la lotta in favore della giustizia, unica via per essere uomini.








 
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