Venerdì 24 Novembre 2017
Venerdì

24
Novembre 2017

Aforisma:

La goccia scava la pietra.   (Lucrezio)

Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

† Tonchino, Annam, Cocincina (Vietnam), dal 1745 al 1862

Il cristianesimo giunse in Vietnam sul finire del secolo XVI, ma fu continuamente osteggiato dai regnanti locali tanto che, tra i secoli XVII e XIX, si susseguirono più di 50 editti contro i cristiani, che provocarono l’uccisione di circa 130 mila fedeli.
La persecuzione toccò il suo acme sotto il regno di Tu-Duc (1847-1883): per i nativi era difficile dissociare la nuova fede dalla politica coloniale francese che pretendeva di impadronirsi del paese.

I missionari venivano braccati a pagamento e uccisi sul luogo stesso dove venivano arrestati; ai catechisti vietnamiti veniva impresso a fuoco sul volto la scritta: «Falsa religione».
I semplici fedeli avevano salva la vita solo se calpestavano la croce; altrimenti subivano supplizi di ogni genere inventati con fantasia feroce.
In ogni caso, i nuclei familiari cristiani venivano smembrati e i congiunti erano deportati in regioni diverse, privati di ogni proprietà e di ogni legame religioso.

Nel 1988 vari gruppi di martiri vietnamiti, beatificati dai precedenti pontefici, sono stati unificati in un solo gruppo e canonizzati da papa Giovanni Paolo II che li ha anche dichiarati «Patroni del Vietnam».
Vi sono compresi: 8 vescovi, 50 sacerdoti, 59 laici (tra cui medici, militari, molti padri di famiglia e una mamma).

A rappresentarli tutti, il Messale Romano nomina Andrea Dung-Lac, prima catechista e poi sacerdote, che riscuote in Vietnam una particolare devozione.
Di un altro martire (Paolo Le-Bao-Tinh) il Breviario riporta oggi un brano di lettera dove si legge: «In mezzo a questi tormenti, che di solito piegano e spezzano gli altri, per la grazia di Dio sono pieno di gioia e letizia perché non sono solo, ma Cristo è con me».
 

Quizzando:

Qual è il capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia?


Soluzione al quiz di ieri:

In quale anno avvenne l'attacco a Pearl Harbor?

R: 1941

Oggi avvenne:


1985: muore Laszlo Jozsef Biro, inventore ungherese che inventò la penna a sfera, comunemente chiamata biro, per via del nome del suo inventore



Una giovane donna incontra l’ex compagno per parlare degli studi universitari della figlia. Ma è una trappola. La donna viene sequestrata, interrogata e uccisa da un gruppo ben organizzato. Il suo corpo è sciolto nell’acido. Questo episodio efferato e disumano è avvenuto in Italia, a Milano, nella notte tra il 24 e 25 novembre 2009. La vittima era una collaboratrice di giustizia.

La storia di Lea Garofalo è una tragica storia di ‘ndrangheta ma anche di coraggio e di desiderio di una vita diversa.
Nata nel 1973 in un paese della provincia di Crotone da una famiglia mafiosa (padre e fratello saranno uccisi), l’adolescente Lea si innamora di Carlo Cosco, l’uomo mandante del suo omicidio, con il quale si trasferisce a Milano e da cui ha una figlia, quando lei era ancora minorenne.
Dopo anni di violenza e di difficoltà Lea decide di rompere con il passato, di stare dalla parte giusta anche a costo della vita, di sognare un futuro migliore: così nel 2002 si reca dai magistrati per testimoniare sulle faide interne ai clan.

Viene protetta dallo Stato perché, agli occhi dei mafiosi, è diventata un’infame traditrice. Sono anni di fughe, trasferimenti, cambi di identità, tentativi di sequestro: nel 2006 per stare vicino alla figlia Lea rinuncia alla scorta, fatto che segnerà la sua sorte. Oggi la figlia Denise, supportata dall’associazione Libera, è parte civile al processo contro Cosco e i suoi complici. Grazie all’esempio della madre anche Denise può continuare a sperare.








 
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