Mercoledì 24 Ottobre 2018
Venerdì

3
Agosto 2018

Aforisma:

È il ben pensare che conduce al ben dire.   (Francesco De Sanctis)

San Martino Eremita


Nobile romano o comunque laziale, si chiamò Marco, o Marzio, da cui venne poi il nome di Martino, datogli da S. Gregorio Magno che nei suoi Sermoni elogiò la santità e la grandezza di questo umile seguace di Cristo.
Nacque intorno all’anno 500. Si desume ciò dal fatto che quando nell’anno 529 S. Benedetto si trasferì da Subiaco a Montecassino, trovò già sul posto questo giovane eremita, che aveva dai 25 ai 30 anni.

Difatti Martino aveva scelto la montagna sovrastante Cassino come luogo di preghiera e di penitenza.
Solitario abitava in un anfratto di roccia quando lo raggiunse S. Benedetto. Insieme digiunarono e pregarono per un po’ di tempo, ma non concordarono sul sistema di vita: mentre S. Benedetto voleva unire alla preghiera e alla penitenza anche l’apostolato a favore dei pastori e della povera gente che abitava in quelle case sperdute, S. Martino prediligeva la vita di solitario, eremita, dedicandosi solo alla lode perenne a Dio.. Cosicché non andando d’accordo, decisero di separarsi. S. Benedetto rimase a Montacassino, S. Martino emigrò ancora e scelse come suo luogo di preghiera Monte Massico, nella terra di Falerno, tra le contee di Carinola e di Mondragone.

Trovò un anfratto di roccia, che adattò come sua cella, e tutto il giorno Martino lo passava tra preghiere, penitenze e contemplazione, rimanendo in contatto con S. Benedetto.
Per rendere più dura la sua penitenza S. Martino si legò una catena al piede, fissando l’altro capo ad un ceppo di pietra e visse così per quasi tre anni. Fu poi S. Benedetto a pregarlo di sciogliersi da quella catena, bastandogli essere incatenato a Cristo per amore. S. Martino obbedì, pur continuando in una vita di estrema mortificazione e penitenza.

Il Papa S. Gregorio Magno ricorda i miracoli operati in vita da S. Martino.
E la fama della santità di Martino era sempre più diffusa tra la gente dei circostanti villaggi, per cui varie persone, a gruppi spesso, andavano per chiedere preghiere ed essere benedetti dal Santo eremita.

Santo taumaturgico. Ma Santo eccezionale per spirito di preghiera e penitenza.
Alla fascinosità di corti imperiali o di corti di ricchi e potenti, contrappone la spelonca oscura di un monte solitario, sul quale si consuma, come un olocausto, l’umanità e la santità di questo eroe cristiano, che rifulgerà nel tempo e nei secoli successivi.
Ammirazione popolare e desiderio di imitazione che portarono intorno a Martino altri giovani che man mano formano con Lui una piccola comunità che cresce anno per anno e Martino li assunse quali suoi discepoli, per i quali costruì delle celle per abitazione e una Chiesa per la preghiera comune. Martino diviene Padre. Abate di questa nuova comunità che fiorisce intorno a Lui, sul Monte Massico. E sono i suoi Monaci che lo sostengono nel periodo di debolezza fisica che lo porterà all’incontro col Signore che viene.

E così quando il 3 agosto dell’anno 580 Martino chiuse gli occhi a questa terra, i Suoi Monaci seppellirono il suo corpo nella Chiesa del Monastero, dove rimase alla venerazione dei fedeli fino al 26 giugno 1094, quando S. Bernardo Vescovo di Carinola raccolse i resti del Santo per portarli nel Duomo di Carinola, da lui costruito.
Ed il Signore veglia sul corpo di S. Martino che altri volevano rimuovere da Monte Massico.

Quizzando:

Quale nazione veniva indicata anticamente col nome di Ausonia?



Soluzione al quiz di ieri:

Quale città pur non essendo attraversata da nessun fiume ha 400 ponti?


R: Venezia

Oggi avvenne:


1993: Viene varata la nuova legge elettorale alla quale, dal nome del relatore Sergio Mattarella, viene affibbiato il nomignolo di mattarellum.
La riforma si è resa necessaria a seguito del referendum del 1993 che introduce un sistema elettorale misto maggioritario/proporzionale.


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