Mercoledì 24 Ottobre 2018
Giovedì

9
Agosto 2018

Proverbio:

Esempi e benefici fanno gli amici. ()

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) Vergine e martire

Breslavia, Polonia, 12 ottobre 1891 - Auschwitz, Polonia, 9 agosto 1942

Edith Stein nasce a Breslavia, capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di ceppo tedesco.
Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola fenomenologica.
Ha fama di brillante filosofa.

Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922.
Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali.

Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia.
Assume il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas.

Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa.
 

Quizzando:

Qual è nel nostro sistema solare il terzo pianeta più vicino al sole?


Soluzione al quiz di ieri:

Si dice comunemente seminar zizzania » nel senso di creare « di­scordia» Che cos'è la zizzania?

R: E' il nome dell'erba che infesta i seminati

Oggi avvenne:


1945 – Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Nagasaki: Una bomba atomica chiamata in codice Fat Man viene sganciata dal B-29 statunitense BOCKSCAR sulla città di Nagasaki in Giappone, alle 11:02 di mattina (ora locale). Esplose ad un’altitudine di 469 metri con una potenza pari a 22.000 tonnellate di TNT uccidendo all’istante 40.000 persone (25.000-60.000 verranno ferite). Si stima che morirono altre 40.000 persone per via delle malattie causate dal fallout nucleare e delle radiazioni.



Giornata mondiale dei popoli indigeni

Sono più di cinquemila le popolazioni che vengono comunemente definite “indigene”. L’Onu celebra questa diversità come un patrimonio da preservare.
 
In un mondo sempre più globalizzato nel quale alimenti, prodotti e perfino idee tendono ad essere conformati, la diversità è troppe volte vista come un ostacolo, un’incongruenza da appianare.

Eppure, disseminate per il globo, esistono ancora tante comunità, oltre cinquemila, che resistono a questo appiattimento culturale e che perpetuano tradizioni e stili di vita antichi, con caratteristiche sociali, culturali, economiche e politiche distinte da quelle delle società dominanti in cui vivono.

Proprio per celebrare la meravigliosa diversità antropologica del nostro pianeta il 9 agosto si festeggia la Giornata mondiale dei popoli indigeni, proclamata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1994.

“Gli interessi dei popoli indigeni devono essere parte della nuova agenda per lo sviluppo. Insieme, riconosciamo e celebriamo la preziosa e distintiva identità dei popoli indigeni nel mondo. Lavoriamo ancora più intensamente per dare loro forza e sostenere le loro aspirazioni”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Nonostante l’unicità di ogni etnia e le sostanziali differenze tra loro, tutte le popolazioni indigene hanno un problema comune, la difesa dei propri diritti. Dopo secoli di soprusi, genocidi, colonizzazioni ed “esportazioni di civiltà”, la comunità internazionale ha riconosciuto la necessità di predisporre misure speciali di protezione dei diritti dei popoli indigeni del mondo.

Nel 2007 l’Onu ha adottato la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni, lo strumento più completo sui diritti di tali popolazioni mai adottato, che conferisce ai diritti collettivi un rilievo senza precedenti nel campo del diritto internazionale dei diritti umani.

È ormai evidente la necessità di includere rappresentanti dei popoli indigeni in tutti i livelli del processo decisionale. Il primo “indigeno” eletto per presenziare ad un meeting delle Nazioni Unite fu, nel 1989, Ted Moses, capo del gran consiglio dei Cree, tribù nativa del Canada, che denunciò gli effetti della discriminazione razziale sulla condizione economica e sociale della sua gente.

(tratto da: www.lifegate.it)







 
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