Lunedi 23 Ottobre 2017
Venerdì

13
Ottobre 2017

Citazione:

Non dobbiamo mai confondere l’eleganza con l’essere snob. (Yves Saint Laurent)

Beato Gerardo Fondatore dell'Ordine di Malta

ca. 1040 – Gerusalemme, 3 settembre 1120

Per alcuni storici Gerardo e' originario di Scala, piccolo borgo nobiliare in collina sulla costiera amalfitana, all'epoca ricadente nel territorio della Repubblica marinara di Amalfi; per altri era francese, mentre, secondo lo storico G.G. Napione, il "Gerard du Tunc" citato come primo Gran Maestro dell'ordine degli Ospitalieri sarebbe identificabile con Gerardo da Tonco, feudatario astigiano partito per la prima crociata.

Nel monastero benedettino di Santa Maria Latina in Gerusalemme egli aveva l'incarico di dirigere la foresteria, detta anche hospitale, in cui venivano accolti i numerosi pellegrini in visita ai luoghi santi.
Per meglio gestire e organizzare la loro accoglienza, il Beato Gerardo fondò nel 1113 con l'approvazione di Papa Pasquale II la Confraternita di San Giovanni, che nel corso dei secoli divenne Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme.

La sua eredità è oggi raccolta dal Sovrano Militare Ordine di Malta che lo venera quale "beato" e fondatore.
 

Quizzando:

Qual è il soprannome del re d’Italia Umberto I di Savoia?


Soluzione al quiz di ieri:

Qual è il contrario di dark?

R: Light

Oggi avvenne:


1884: Prima del 1884 ogni nazione aveva un suo sistema di riferimento cartografico che prevedeva un meridiano di riferimento.
L'Italia aveva il meridiano passante per monte Mario in Roma, fino a quando, con la convenzione di Washington, 41 delegati di 25 paesi decidono di adottare quello passante per l'osservatorio Greenwich in Inghilterra, ovvero il primo meridiano


I MASNADIERI - Opera di Giuseppe Verdi

  (Melodramma in quattro atti su libretto di  Andrea Maffei - tratto dal dramma Die Räuber di Friedrich Schiller)

Epoca: sul principio del secolo XVIII. L'azione si svolge in Germania e dura circa tre anni.
 
Atto primo
Una taverna ai confini della Sassonia. Carlo Moor ha da tempo abbandonato la casa paterna per unirsi ad altri sfaccendati. Stanco di questa vita dissipata, ha scritto al padre implorandone il perdono. Spera così di ritornare a casa, dove potrà rivedere la cugina Amalia di cui è innamorato. Giunge però una lettera che dissipa ogni sua speranza: il fratello Francesco gli scrive a nome del padre ingiungendogli di non presentarsi a casa. La reazione di Carlo è immediata: con gli amici giura di diventare il capo di una banda di briganti.
Castello dei conti di Moor, in Franconia. Francesco, che odia il fratello, palesa tutta la sua perfidia: ha distrutto la lettera che Carlo ha inviato al padre e ora, deciso a entrare in possesso di ogni avere, dà il colpo di grazia al vecchio conte. Assistito dalla nipote Amalia, Massimiliano riceve Arminio, uomo di fiducia di Francesco, che reca la falsa notizia: l'amato primogenito Carlo è morto in battaglia. Lo testimoniano una spada insanguinata e uno scritto nel quale egli chiede al padre che Amalia sposi il fratello Francesco. La donna è disperata e Massimiliano, sopraffatto dal dolore, cade a terra come morto.
 
Atto secondo
Francesco, nuovo conte di Moor, festeggia il suo nuovo stato con un ricco banchetto. Amalia, frattanto, piange sulla tomba di Massimiliano. La raggiunge Arminio e le rivela che Carlo e il conte sono ancora vivi. Amalia è felice e dopo aver respinto con decisione le profferte amorose di Francesco fugge dal castello.
Una foresta in Boemia, non lontano da Praga, dove si trova l'accampamento dei masnadieri. Carlo ha messo a ferro e fuoco la città per liberare Rolla, il suo braccio destro. Mentre tutti esaltano il coraggio del masnadiero, Carlo sente che la strada da lui intrapresa è senza ritorno e pensa con dolore all'amata Amalia. I suoi compagni lo richiamano alla realtà: il bosco è stato circondato. 
 
Atto terzo
Luogo deserto non lontano dalla foresta che circonda il castello dei Moor. Amalia, che si è rifugiata nella foresta, sente con terrore le voci dei masnadieri. La sua angoscia si trasforma in gioia quando si imbatte in Carlo. Subito Amalia non lo riconosce poi, dopo aver raccontato quanto le è accaduto e le infamie di Francesco, le proclama tutto il suo amore. Questi, che non ha trovato il coraggio di confessarle di essere il capo dei masnadieri, è in preda a sconforto.
La scena si trasferisce nella foresta, dove si scorgono le rovine di un'antica torre. E' notte. I masnadieri dormono e Carlo medita il suicidio, mentre un'ombra si avvicina alla torre: è Arminio. Carlo lo segue e gli sbarra la strada. L'uomo gli rivela che in quella torre è nascosto il vecchio Moor, da lui salvato dal carcere dove era stato gettato da Francesco, che voleva farlo morire di fame.
Inorridito da questa rivelazione, Carlo sveglia i masnadieri e fa loro giurare di condurgli Francesco, ovunque si trovi.
 
Atto quarto
Castello dei Moor. Francesco è in preda al terrore: ha fatto un sogno nel quale ha visto la sua dannazione. Il pastore Moser gli ricorda duramente la gravità di peccati come il parricidio e il fratricidio. Francesco, con rabbia, gli chiede l'assoluzione e il pastore gli risponde che solo Dio gliela potrà concedere. Dall'esterno, frattanto, si odono le grida dei masnadieri che stanno per assalire il castello.
Al sorgere del sole nella foresta. Stremato dalla prigionia, il vecchio Massimiliano piange ancora la more del figlio Carlo, che gli è accanto e che non ha riconosciuto. Il giovane, commosso, ne chiede la benedizione.
Sopraggiungono i masnadieri; il castello è stato espugnato, Francesco però è fuggito ed è stata catturata Amalia. A questo punto Carlo è costretto a rivelare la sua vera identità: è il capo di questa masnada di assassini. Amalia e Massimiliano sono sconvolti da questa scoperta, ma la donna si dichiara pronta ad amarlo lo stesso, preferendo la morte a un nuovo abbandono. Carlo non vuole che la donna viva con lui nel disonore e la trafigge; quindi fugge per consegnarsi alla giustizia.








 
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