Mercoledì 27 Maggio 2020
Domenica

22
Marzo 2020

Citazione:

Nessuno è più superstizioso degli scettici. (Leone Tolstoj)

Santa Lea

Morta a Roma nell’anno 384

La vita di questa santa ci è nota solo attraverso gli scritti di san Girolamo, che ne parla in una lettera alla gentildonna Marcella, animatrice di una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull'Aventino.

Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console.
Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà.

Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita. Marcella ha in lei una fiducia totale: tant'è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità nascosta e silenziosa.
Quando Girolamo ne parla, nel 384, Lea è già morta.

Quizzando:

Chi è la tennista serba che nel giugno 2008 si aggiudicò il torneo di Roland Garros?


Soluzione al quiz di ieri:

Qual è il nome di Morse, l'inventore dell'omonimo alfabeto telegrafico?
R: Samuel

Oggi avvenne:


1796 - Stato Pontificio. Prende servizio il boia mastro Titta.
Nella sua lunga carriera di "maestro di giustizia" esegue 516 condanne a morte, tutte diligentemente descritte nelle sue "Annotazioni".
Termina la sua carriera il 17 agosto 1864, quando, all'età di 85 anni, viene messo a riposo da Pio IX con una pensione mensile di 30 scudi.





 
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