Venerdì 24 Novembre 2017
Martedì

18
Luglio 2017

Pensiero:

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.   (Rita Levi Montalcini)

San Bruno di Segni Vescovo

Solero, Alessandria, 1049 - Segni, Roma, 18 luglio 1123

Bruno nacque a Solero d'Asti nel 1040. Dopo aver conseguito la laurea presso l'Università di Bologna, decise di ritirarsi nel monastero di Montecassino.
Nominato canonico della Cattedrale di Siena dal vescovo Rodolfo, fu inviato a Roma per impegni della diocesi.
Qui ebbe l'incarico di confutare l'eretico Berengario.

La disputa si tenne davanti al Pontefice, e Bruno confutò così sapientemente l'eretico, che Gregorio VII stesso lo consacrò e nominò vescovo di Segni. Pochi anni dopo affiancherà il Papa nella gigantesca lotta alle elezioni simoniache e la prepotenza di Enrico IV.
Tornò a Segni nell'aprile del 1082, ma giuntovi fu imprigionato dal conte Adolfo di Segni.

Il Signore però vegliava su di lui e con un miracolo ripetuto per tre volte lo liberò.
Tornato a Roma fu nuovamente imprigionato col Papa nella mole Adriana.
Dopo la liberazione, Bruno, desideroso di pace, trascorse nel chiostro benedettino gli ultimi anni della propria vita, seguendo con cura la Regola, tanto che dopo soli cinque anni di vita monastica venne eletto abate di Montecassino.
Nel 1112 si ritirò a Segni, sua sede episcopale, e qui morì il 18 luglio 1123.
 

Quizzando:

Di che colore è la malachite?


Soluzione al quiz di ieri:

Quanto misura il rilievo più alto della Danimarca?

R: 171 metri.

Oggi avvenne:


1976: Nadia Comaneci, campionessa rumena della ginnastica artistica, diventa la prima atleta nella storia ad ottenere un 10 in ginnastica ai Giochi Olimpici di Montreal, vincendo tre medaglie d'oro.
Il suo nome resterà famoso per i grandi risultati e verrà nominata come una delle atlete del secolo dalla Laureus World Sports Academy




TERESA E IL GATTO

La vispa Teresa da sol sull'altalena
pigliò a sorpresa la gatta soriana
e tutta giuliva stringendola viva
gridava a distesa "L'ho presa, l'ho presa"
Mostrando gli unghietti la gatta gridò
"Che cosa ti aspetti? che io dica lo so?
pei noti tuoi scopi ch'io gridi pietà!
chi mangia i topi che male ti fa?
ma a me non conviene vederti confusa
in braccio sto bene e fraccio le fusa"
Ma sulla finestra la serva apparì
gridò "La minestra o micia vien qui"
e a allora Teresa che intanto arrossì
la gatta un po' offesa conclude così
"Che tu sia pentita bisogno non c'è
ti graffio le dita e fuggo da me".







 
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